La chiesa di Santa Maria della Consolazione

Costruita tra il 1342 e il 1345 sorge sulla base della chiesa normanna di S. Maria de' Franchi, fondata nel 1052. Nata dal desiderio di Filippo di Sangineto, è oggi ritenuta il maggiore esempio di stile gotico-angioino presente in Calabria.
La volontà di edificare una chiesa fin dal 1336 è testimoniata da un'iscrizione in latino, incisa sull'originaria campana di bronzo: "Nell'anno del Signore 1336 mentre governava il signore nostro Filippo Sangineto, nel diciannovesimo anno del suo domino, Cosma De Laurino mi costruì". In quegli anni Filippo, mentre si trovava in Provenza, ebbe l'occasione di incontrare Clemente VI, prigioniero ad Avignone. Dal Papa riuscì ad ottenere nel 1342, con due distinte bolle, il permesso di costruire la chiesa e di dedicarla a S. Maria della Consolazione, il diritto di patronato sulla stessa e una speciale indulgenza a chi la visitava.
Formata da un'unica navata, di considerevole lunghezza, con pianta a croce latina, presenta due cappelle laterali di fianco al coro. Queste ricevono luce da due bifore, mentre il coro è illuminato da due finestre circolari e da una grande trifora. Il soffitto dell'alta navata centrale, a capriate, si discosta dalla copertura con volte a crociera presente in altre parti della chiesa. Posta all'ingresso, sulla destra, si trova un'altra cappella.
Nel corso dei secoli i Domenicani la trasformarono in stile Barocco,secondo la moda dell'epoca, e soltanto con gli ultimi restauri, il tempio è tornato all'antica austerità del Gotico. Molti sono i reperti di epoca barocca: l'altare di San Michele Arcangelo in legno dorato e pregevoli policromie; resti di stucchi nella cappella adiacente la torre campanara; colonne e fregi in legno dorato ora in bella mostra nelle sale del Museo Civico, insieme a dipinti su tela, prima incastonati nel soffitto a cassettoni; l'altare maggiore in marmi policromi, il cui basamento si trova in San Giacomo mentre la pala in San Francesco di Paola